Powerful.


What can make you feel so much powerful?

I would say: to travel.
It’s the only thing that makes me feel the entire world in my hands.
When I see amazing things, when I smell new perfumes, when I eat new food, when I shake the hand of a unknown person and our lives come across all of a sudden, when I learn from the everyday life, just keeping my eyes wide opened and stealing the vital energy from the air, the nature, the trees, the water around me.

That’s what makes me feel alive.

What about you?

Desperation.

Se sono capace di farmi venire un collasso con tutte le mie forze, 
perchè non posso usare la stessa energia per rialzarmi e stare bene? 



Amélie Nothomb
"Biografia della fame"


Ho ripreso la terapia, sì. Non ve l’avevo detto, perchè sapevo che avrei scritto lo stesso giorno in cui sarei entrata di nuovo nel suo studio. O forse semplicemente perchè prima non avevo nulla di così importante da dire. 
Ebbene ho re-intrapreso un percorso terapeutico con Dottor R. Ho avuto il coraggio di chiedere a mio padre di farmi aiutare di nuovo. Ovviamente non esplicitando il fatto che in realtà non sia mai migliorata in tutto questo tempo. Perchè so che la mia taglia 42 è una falsa 42. In realtà non ho mai voluto tornare in una situazione di normopeso. Io aspirerei ancora ai 49-50 kg di un tempo. Solo che il binge me lo impedisce. In qualche maniera, sono io stessa ad impedirmelo.
Ci sono andata proprio ieri. Sarà stato per l’ennesimo episodio di binge, che ormai si dilata sempre più ogni notte. Sarà stato per tutto il peso della vita e del mondo che sono sempre stata sicura di non essere capace a gestire..fatto sta che appena entrata, ed appena lui mi ha chiesto come stavo, ho iniziato quasi a piangere: “Non ti frenare, se vuoi piangere. Ho comprato i fazzoletti nuovi, li inauguro con te”, mi ha detto strappandomi una sorta di sorriso.
Non ce la facevo più a tenere tutto dentro, di nuovo. Non ce la facevo più a sopportare il dolore da sola. Non ce la facevo più, e basta. Avevo bisogno di lui. Avevo bisogno delle sue parole, che nessun’altro sa darmi, avevo bisogno di potermi mettere a nudo, avevo bisogno di rendermi ridicola con qualche piantarello, forse. Avevo bisogno delle nostre chiaccherate. Da che ho esperienza, ogni volta che ho ripreso una terapia, la prima seduta è sempre stata “traumatica” per così dire. Si rispolverano pensieri che prima si erano cercati di imbottire, di coprire. Si riprendono in mano delle situazioni alle quali non avevi dato molto conto, ma che poi all’improvviso diventano pregne di significato. Caro David Hume, avevi ragione: l’esperienza insegna. Infatti questa è stata una di quelle sedute. 
Sinceramente non ho molta voglia di entrare nei dettagli della nostra chiaccherata, perchè in fin dei conti si è parlato del binge e di come risolverlo: e lo so già come si fa. Ma a teoria è tutto più semplice. Mettere in pratica è tutt’altra cosa. Io quando mangio ho quel senso di gonfiore che, analogamente, me lo fa paragonare allo schifo, al grasso. In realtà, a parere del Dottor R. quella è una delle mie tante visioni distorte: non è reale il mio pensiero, non è reale il significato che io gli do per lo meno. Ogni volta che stavo per dire che non mi piaccio così, con una taglia così abbondante, gli occhi si celavano di lacrime, e non riuscivo a proseguire, tanto era lo sforzo che facevo per tenerle dentro. Mi ha chiesto se ci sia mai stato un momento nel quale io non abbia pensato così intensamente al dimagrire, magari con G. ha ipotizzato. E sapete una cosa? Forse neanche con G. è stato assente questo pensiero. Anzi, più stavo con lui, più dovevo dimostrare, non solo a me stessa ma anche a lui, che potevo essere più bella, più magra. E che, anche per gli stessi problemi dei DCA, lui mi ha lasciata. Stranamente il Dottor R.è rimasto leggermente basito (almeno a mia impressione) in quanto non gli avevo mai detto che G. mi aveva lasciato anche per questo. Credo che in quel momento abbia capito realmente quanto la mia testa non si sia mai staccata dal pensiero fisso del perdere peso. 
Tanto è importante dimagrire, che ho ammesso che mi dispiaceva questa settimana di non riuscire ad andare in palestra: sarei dovuta uscire per due sere di seguito per festeggiare il compleanno di una mia collega. E, egoisticamente, ho ammesso che non mi andava affatto: non ero abbastanza magra per uscire, non ero abbastanza carina per farmi vedere da sconosciuti, avevo paura di non essere all’altezza delle altre ragazze. E non me ne importava niente del divertimento: io posso divertirmi solo se sono magra. Ho detto proprio così. “Allora perchè ci vai?”, mi ha chiesto. Ho risposto che questa mia amica era così felice all’idea che festeggiassi con lei il compleanno che non volevo deluderla, che mi dispiaceva vederla triste, e che non potevo mollarla così, il giorno del suo compimento dei 21 anni, solo per un mio capriccio personale. Così, mi ha chiesto perchè do così tanta importanza al dimagrire, perchè ancora aspiro così tanto al perdere peso, il quale per carità, se fatto in maniera sana, può essere comunque un obiettivo, ma che io gli do un particolare significato. Ho risposto, testualmente: "Perchè mi dà un senso". Eccolo. Il punto di non ritorno. Il punto in cui si sono aperte le acque: 
"Allora non sei tu che dai lui il senso. E’ il dimagrire stesso. E’ come se non fossi stata te a scegliere. E forse in realtà non hai mai scelto in vita tua. Ad esempio la facoltà di Filosofia: è stata solo una scorciatoia, un’ultima spiaggia. In realtà te volevi fare psicologia. La stessa cosa vale per il compleanno della tua amica: in realtà tu non ci vuoi andare, ma lo fai lo stesso. Per non deluderla. Hai ancora paura del giudizio degli altri, e per questo non fai delle scelte tue volute; ti adegui agli altri".

Il messaggio è stato chiaro e conciso. Nulla di più, nulla di meno. La domanda che mi sorge spontanea allora è chi sia io davvero. Quale parte di me sia davvero quella vera, e quale quella distorta. Domande che palesemente non giungono a nessuna risposta. Ma va bene lo stesso. Sono abituata a non trovare soluzioni. 
Verso la fine della seduta, il Dottor R. mi ha proposto di prendere degli stabilizzatori dell’umore: “Onde evitare sbalzi di umore, in cui ci sono picchi di euforia, anche se con te non c’è rischio” mi ha detto sdrammatizzando e strappandomi anche qui un sorriso “io mi preoccuperei piuttosto per questi tuoi picchi di tristezza assoluta. Io non posso prescriverteli, ma c’è un mio caro collega che viene qui ogni 15 giorni il quale, essendo anche psicoterapeuta, può capire sicuramente la situazione. Farai un piccolo colloquio con lui, e se sarà il caso, inizierai a prenderli”. Si è anche scelto di non dirlo a mio padre: lui, in fin dei conti, pensa che io, in qualche modo, sia migliorata e che vada dal Dottor R. a causa di questo periodo in cui mi sento di nuovo sola, a causa, in qualche maniera, di G. Se scoprisse dunque il contrario, non so cosa potrebbe accadere. Così, ho accettato. Così, me ne sono andata, con il mio solito picco di tristezza più assoluta. 

(Fonte: atelophobiadelirium.blogspot.it)

close your eyes.

Homesick.


NO PLACE LIKE HOME.

Words would simply not express how much I miss home. How dear my heart aches to be there in the presence of each of my family members. Many years have passed I could never forget what home is to me. Home is missing the smiles on my families faces. The warm embraces rare I could feel still in my heart like it was yesterday. Home is missing laughs, family gatherings full of joy around. Home is missing the alone time with each one of them, losing time as each year passes me. Home is missing my nephew and niece, hold a special place in me and still have yet to know… 

Home is missing my dear friends and have been there beside me even through these years. Each one of them holds a special meaning to me, though we may have moved and grown I have never forgot the memories we shared. 

Home is missing the walks I had in different areas around. Home is missing the little shops and libraries close to where I was. Home is missing the climate, the way the air smelled, the way it would get cold… The beautiful mountains you could see from simply standing in one place. The way the snow laid around the top of the mountain.

I will never forget home. Though many days, weeks, months have passed I’ll always remember what it was while I was there. I miss it dearly…Yearn to visit, I can’t wait, my heart certainly can’t… These close memories will be true, real again…

I love home.


fonte: http://www.experienceproject.com/stories/Miss-Home/2866389

feeling free to live life.

(Gaia Photography)


Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.


(Pablo Neruda)



Astonished.

-Tony Stonem.



Sometimes something brakes our path, and we feel like we have no power to control our feelings.
today it happened to me. 
tomorrow you can be the one. (Gaia)





Dreaming with CREATIVITY.

[ Ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione. Pablo Picasso (pittore) ] 

"La creatività? Basta allenarsi"

NON BASTAVANO i 15 minuti di notorietà di cui parlava Andy Warhol. Secondo lo psicologo cognitivo Anthony McCaffrey tutti, prima o poi, avremo anche il nostro portentoso momento di creatività. Che di minuti ne duri cinque, quindici o due non importa, quel che conta è che produca risultati interessanti almeno quanto la teoria dello studioso della University of Massachusetts Amherst, secondo cui l‘“aha moment”, il momento in cui il cervello produce un’idea geniale, non è prerogativa di pochi talentuosi ma realtà accessibile a tutti. Al prezzo di un minimo di studio e sacrificio, ovviamente.

Secondo la Obscure Features Hypothesis (OFH) di McCaffrey non esistono dunque cervelli poco creativi ma solo poco allenati ed è possibile, con esercizi ad hoc e sviluppando alcune tecniche, arginare e superare gli ostacoli che impediscono alla mente di produrre idee innovative. Le conclusioni dello studio del Center for e-Design delle università di Amherst e Virginia Tech, pubblicate su Psychological Science, sono state raccolte analizzando un centinaio di invenzioni recenti e un migliaio di quelle storiche, cercando di capire in che modo, di volta in volta, gli inventori hanno arginato gli ostacoli che impedivano di raggiungere la meta.

[…]

(25 febbraio 2012)

fonte: http://www.repubblica.it/scienze/2012/02/25/news/creativit_allenamento-30008246/

(Fonte: f-l-o-r-i-f-i-c-a-r, via sleepsinthemeadow)

Empathy, Complicity.




L’ intuizione del mondo interiore


L’empatia è la focalizzazione sul mondo interiore dell’interlocutore, è la capacità di intuire cosa si agiti in lui, come si senta in una situazione e cosa realmente provi al di là di quello che esprime verbalmente.

L’empatia è la capacità di leggere fra le righe, di captare le spie emozionali, di cogliere anche i segnali non verbali indicatori di uno stato d’animo e di intuire quale valore rivesta un evento per l’interlocutore, senza lasciarsi guidare dai propri schemi di attribuzione di significato.

(via loseyourmindskinnylove)

Looking for… looking for each other.


Continueranno a cercarsi? Probabilmente si. Lo faranno finché non riusciranno a smettere di perdersi.
Anche se spesso hanno promesso a loro stessi di aver per sempre chiuso l’uno con l’altro. Continueranno a incontrarsi,a cercarsi senza saperlo. Ma perché non smettono di scappare l’uno dall’altro? Perché un amore del genere è difficile da gestire e fa paura. Ma loro continueranno a cercarsi. È scritto nel loro destino. 

(—Fabio Volo; Il tempo che vorrei.)

 

(Fonte: floodof-72, via loseyourmindskinnylove)

Dreaming.

Dream. You can.
Dreaming save you from this world’s reality.
You can close your eyes, and everything will happen.
We have the power of imagination, why should’nt we use it? (Gaia)